Il diksha è trasmissione di Energia Divina. La Grazia giunge in dono all’uomo del nostro tempo tormentato dallo stato di solitudine, di frustrazione e di fame insoddisfatta d’amore. Le moltitudini di persone che hanno ricevuto questa sacra energia hanno smesso di lottare e soffrire; il desiderio e la paura non condizionano più la loro esistenza. La Grazia, quando raggiunge l’essere umano, cambia la natura della sua coscienza, favorendo stati di consapevolezza più elevati. Si apre così la possibilità di una duratura Trasformazione interiore che s’accompagna all’esperienza di stati di pace, di silenzio e d’amore di intensità crescenti. Attraverso il diksha, accade che la capacità d’introspezione aumenti e con essa cresca anche la possibilità di vedere con chiarezza dentro di sé, di "conoscersi" esistenzialmente. Ci si rende conto che è la barriera costituita dalla mente - con i suoi condizionamenti, credenze, pensieri, pregiudizi… - a separare gli esseri umani dal Divino, dando loro quel terribile sentimento di non appartenenza e di intima solitudine. Chi ha intrapreso un qualunque cammino di ricerca spirituale conosce quanto sia difficile andare oltre la mente, che è il nostro "piccolo sé", il nostro ego. Di fatto, ogni obiettivo che si voglia conseguire nell’ambito del mondo interiore rafforza l’ego, il quale entra immancabilmente in azione per perseguirlo. “Quando ci si accorge che lo sforzo è controproducente, sorge una altro tipo di sforzo, quello di smettere. La persona non può essere liberata dalla mente attraverso procedure psicologiche o filosofiche perché la mente è niente altro che la modalità di funzionamento del cervello”, dice Sri Bhagavan. “Il pensiero non può mettere fine al pensiero, lo sforzo non può mettere fine allo sforzo, il sé non può mettere fine a se stesso”. Perché ciò accada è necessario un intervento esterno: il diksha porta proprio questo!
Il risveglio spirituale è dono della Grazia Divina: la coscienza cosmica interviene per lavorare direttamente sulla coscienza umana. “È il Divino che cerca di muoversi verso gli uomini, di toccare il loro cuore e di portarli verso la Realtà. In altre parole, Il Divino vuole riportare l’uomo al suo stato naturale, al suo stato divino”.
Il diksha - è stato detto - nasce dalla convergenza della passione dell’uomo e della compassione di Dio: quando il muro di separazione, costituito dalla mente, incomincia a cadere, l’uomo e Dio riprendono a relazionarsi. L’uomo ri-conosce la parte divina presente dentro di sé e ri-scopre chi è realmente.
Man mano che il senso del "sé separato" si dissolve, la persona inizia a percepire stati di unità crescenti dentro e fuori di sé. Il processo inarrestabile che conduce a conoscere se stessi sempre più intimamente e ad accettarsi così come si è, conduce alla progressiva cessazione dei conflitti interni, all’acquisizione di una maggiore libertà dai propri condizionamenti e dal proprio sistema di credenze. Contemporaneamente ci si arrende alla dimensione divina dell’esistenza dentro e fuori di sé, che condurrà, quando i tempi saranno maturi, alla realizzazione di Dio e dell’ Unità con ogni forma di vita, animata e non, presente nel creato. La realizzazione dello stato di Unita è ciò che rende l’uomo libero e completamente "risvegliato".