Per biodiversità si intende l’insieme di tutte le forme viventi e degli ecosistemi ad esse correlati. Implica tutta la variabilità biologica: di geni, specie, habitat ed ecosistemi. Tutti i processi e gli scambi che avvengono all’interno di un ecosistema, le relazioni fra gli ecosistemi stessi e fra le loro componenti fanno si che si creino particolari ‘isole’ di biodiversità, uniche nel loro equilibrio e necessitanti di tutela e salvaguardia. Mantenere un’elevata biodiversità, che sia a livello locale, nazionale o mondiale, è importantissimo e necessario, infatti la perdita di specie o varietà comporta fattori di rischio a più scale e porta ad una serie di danni ecologici, culturali ed economici. Danno ecologico perché la perdita di biodiversità porta con sé un degrado delle funzionalità degli ecosistemi e di tutte le sue componenti, culturale perché si perdono conoscenze e tradizioni umane legate alla biodiversità stessa ed, infine, economico perché si riducono le risorse genetiche ed il loro potenziale valore economico. Il cambiamento climatico, per esempio, ha un effetto negativo sulla biodiversità, come, di contro, il mantenimento degli ecosistemi aiuta a mitigare gli effetti estremi dovuti al clima; la vegetazione nelle città protegge dall’effetto noto come isola di calore; la vegetazione sulle coste o sui fiumi protegge dagli effetti dannosi di particolari eventi climatici. Più genericamente si può dire che la presenza di una ricca varietà di specie in un ambiente ne aumenta la sua capacità di ripristinare il proprio equilibrio dopo avere subito uno stress.